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giovedì 21 marzo 2019

Ocean power: un concentrato di efficacia

Da circa due mesi, ahimè, la mia lavastoviglie mi ha abbondonato; ho deciso di non ripararla perchè sto aspettando la cucina nuova e quindi  mi "tocca" lavare tutte le stoviglie a mano...immaginate quindi la mia gioia considerando che spesso siamo in 4 e ognuno ama pietanze diverse!
Se non ho un buon alleato, un buon detersivo perdo il doppio del tempo a pulire, perdo la pazienza e la voglia ma soprattutto spreco tanta acqua e sul mercato purtroppo ci sono davvero tanti prodotti inefficaci.
Con grande piacere, ho ricevuto, in qualita di tester, proprio un gel piatti super concentrato con vera acqua di mare...grazie Superfive per questo graditissimo omaggio.
La Superfive è  un'azienda Italiana di Gallarate specializzata in prodotti per la pulizia  della casa; é nata nel 1933 ed è  in continua evoluzione e crescita: non la conoscevo e visitando il sito sono rimasta colpita dalla varietà della sua offerta.
Ocean Power è il nome della loro innovativa linea di detergenti per stoviglie  che contiene, come già scritto, vera acqua di mare.

Tre colori, tre fragranze (corallo, sale marino e alghe mediterranee)


corallo

alghe
sale marino

                                                                                                                                                                                                                                     




           


              Ovviamente l' ho testato per voi !


               ed ecco il mio campione prova: fragranza sale marino





la confezione è in plastica pet, comoda da maneggiare e trova facile collocazione in cucina proprio per la sua compatezza

                                                   
                                                   





Molto gradevole la grafica e i colori scelti, ovviamente predomina il blu. 
Ben descritto nell'etichetta il prodotto e quindi facilmente identificabile tra gli scaffali.
                                                 







                                                                                                                                                                  Il logo è, per me, troppo piccolo anche se riportato  sia davanti, sul retro e  stampato sul fondo... suggerisco di renderlo più visibile per pubblicizzare meglio l'azienda produttrice.



















Sempre sulla confezione si legge che è dermatologicamente testato quindi  puo' essere usato anche senza guanti ed è biodegradabile !
ricordiamoci che i detersivi concentrati e super concentrati (rispetto a quelli tradizionali) rispettano di più l'ambiente anche per il fatto che viene impiegata meno plastica. 
Il suo potere sgrassante nasce dal connubio tra l'acqua di mare ricca di sali e i tensioattivi derivanti da alcool naturali. 


Il tappo dosatore è comodissimo: ad ogni pressione eroga circa  4ml di prodotto che va bene se utilizzato con la spugna umida, in 5 litri di acqua invece servono da due a tre erogazioni. Non esagerate, bastano davvero piccole quantità. 







Molto schiumoso..mi piace 😍
















Profumazione: buona e fresca... mi ricorda l'odore di un bagnoschiuma che utilizzavo da piccola ( il felce azzurra)  persistente sulle mani, meno sulle stoviglie.  

La confezione è da 500ml + 50 ml omaggio 
Prezzo medio 2,40 

Ho testato il prodotto su vari tipi di sporco soprattutto quello GRASSO, untuoso rimasto sulla padella dopo una frittura.






In questo caso ho passato il gel due volte e il risultato è stato sorprendente  


Nessuna traccia di unto


Efficace anche  sul vetro e ancor di più sulla plastica.









e nonostante sia molto schiumoso si risciacqua facilmente !






Quindi ...questo prodotto mi ha convinta in termini di efficacia, potere sgrassante e come valido aiuto. Voto: 9

Cosa invece non mi è piaciuto? non l ho trovato cosi delicato sulle mani (mi ha reso particolarmente secchi i palmi) e quindi consiglio a chi ha la pelle sensibile di usare i guanti. 

Grazie ancora  Superfive! 




     


domenica 13 aprile 2014

" Spitini di carne " un omaggio alla mia Sicilia.


carretto siciliano
Sono sempre di corsa durante la settimana, tra lavoro e impegni familiari  ho poco tempo anche per cucinare qualcosa di più "sfizioso"
Approfitto allora della domenica o quando organizzo una cena tra amici per dedicarmi all'arte culinaria ( ancora un pò scognita per me) scegliendo sempre di inserire  almeno un piatto  siciliano, imparato nel tempo prima dalla mia  mamma e poi dalla suocera. Da anni ormai vivo al Nord ma sono e rimango nel cuore e... nella cucina " una palermitana doc" ;)
Qualche settimana fà ho letto il post di Enza Accardi e l'invito a partecipare al primo contest  di Come mangio Io e Per Gli Amanti Della Cucina Siciliana

 

LA SICILIA NEL PIATTO - Il primo contest di Come Mangio Io.......


Secondo voi potevo lasciarmi sfuggire questa occasione? Il mio non è un blog di cucina ma recensisco prodotti e quindi ho deciso di partecipare al contest con gli:
                
                              SPITINI DI CARNE 



La cucina siciliana predilige la carne bovina per gli spiedini, detti anche involtini. Un'antica novella popolare vuole che i Cristiani abbiano imparato a mangiare questa carne perchè Dio benedì il bue che aveva scaldato Gesù nella mangiatoia.
Possono, a seconda della zona, variare negli ingredienti del ripieno e io vi presenterò la versione  trapanese che aggiunge anche i pezzetti di salame.
Facili da preparare,  possono essere cucinati al forno o sulla griglia (ottimi per i picnic) accompagnati da verdure fresche o patate al forno.

                          

                          INGREDIENTI PER 4 PERSONE 
           






 Per il ripieno
  130 gr di salame 
   100 gr di emmental o di caciocavallo
   25  gr di pinoli
   80 gr di pan grattato
   1 piccola cipolla
   1 cucchiaio di estratto di pomodoro
   sale q.b.
   6 cucchiaini di olio d'oliva







 Per gli involtini 
 700 gr di carne di vitello tagliata a fette sottili
  1 cipolla media
  15 foglie di alloro
  4 spiedini o di ferro (per la griglia) o di bamboo
  sale q.b. 
  olio q.b.
  pan grattato q.b.
 








                                                          PREPARAZIONE:







Tagliate il salame, la cipolla e il  formaggio a  piccoli dadini












Versate in una padella antiaderente i 6 cucchiaini di olio e quando caldo aggiungere gli ingredienti secondo quest'ordine: la cipolla, il salame, i pinoli e infine il formaggio 













 Lasciate cucinare per 5 minuti mescolando sempre gli ingredienti













Aggiungere il cucchiaio di estratto, un bicchiere d'acqua e continuare a mescolare




 






Questo è ciò che otterrete una volta sciolto l'estratto. Il condimento è molto saporito ma a gusto personale potete aggiungere un pò di sale 
e pepe










Spegnere il fuoco, aggiungere  80 gr di pan grattato e mescolare fino ad ottenere un impasto denso.   






                                                                                                                                                                                                              



Per prepare l 'involtino basta salare la carne  e  adagiare, su ogni fetta,  una noce abbondante di condimento. Con 700 gr verranno circa 6 involtini a testa. 








Arrotolare la carne, avendo cura di chiudere bene le estremità per evitare che il ripieno fuoriesca.











In un piatto piano, versare dell'olio d'oliva e un altro versate del pan grattato. Passate ogni singolo spiedino prima nel'olio e poi nel pangrattato









Adesso con uno spiedino, infilzate gli involtini   alternando  una fetta di alloro e una fetta di cipolla. Adagiare gli spiedini su una teglia e lasciate cucinare per  10/15 minuti  a 220 gradi al forno.









La ricetta tradizionale prevede anche 25 gr di uvetta  che ho eliminato in quanto poco gradita ai miei figli.   
   


Eccoli qui "gli spitini di carne ": peccato che non possa farvi sentire i profumi ! Provateli...sono curiosa di sapere se vi piacciono!!!

sabato 4 gennaio 2014

Tomato ketchup HEINZ. Un gusto unico... per tutti i palati

Il ketchup è un condimento che, nel mio frigo, non manca mai: lo utilizziamo per accompagnare dei piatti (una porzione di patatine fritte), oppure come ingrediente in alcune ricette per esempio i noodles. Per quelli che, come me, non conoscono la storia di questo condimento, sappiate che in origine era una salsa a base di pesce fermentato, soprattutto di acciughe sotto sale, molto usata in Malesia. Quando arrivò in Europa alcuni cuochi la personalizzarono aggiungendo altri ingredienti: funghi, ostriche, noci e limoni, ma solo nel 1812 fu prodotto con il pomodoro (tomato ketchup).
Personalmente, tra le varie marche in commercio, preferisco e consiglio il ketchup della HEINZ: società agroalimentare fondata nel 1869 da Henry Heinz.
Questa ricetta, rimasta invariata negli anni, risale al 1872 e si differenziava dagli altri prodotti, per la maggiore quantità di aceto e zucchero, per l’aggiunta di cipolla e di un mix di spezie. Io ho provato il Tomato Ketchup squezz da 460g. 
La confezione, in plastica riciclabile, è trasparente: ciò permette di vedere il prodotto e quanto ne rimane dopo ogni utilizzo. La ritengo un’ottima strategia commerciale e vi spiego il perchè; spesso infatti ci capita di non conoscere un prodotto o una specifica marca e al momento dell’acquisto non abbiamo la possibilità di assaggiarlo. La nostra consigliera, in questo caso, sarà la vista e i nostri occhi si lasceranno ammaliare dalle forme, dai colori e soprattutto dalla visione immediata del prodotto stesso. 
Dopo ogni utilizzo la confezione si conserva a testa in giù e ciò evita l’ingresso dell’aria e permette di avere il prodotto disponibile, una volta aperto il tappo, effettuando una piccola compressione sulle pareti. Sull‘etichetta, oltre il logo est 1869 est, che fa riferimento all’anno di nascita dell’azienda, troviamo la scritta 57 varieties, che non fa riferimento al numero di varietà del prodotto, ma è l’unione di un numero fortunato per Heinz, il 5 e quello di sua moglie, ovvero il 7. 
Questo numero è impresso sul tappo (vedi foto qui accanto) , sotto la scritta tomato ketchup, due volte davanti sul collo della confezione, due volte dietro (allo stesso livello) e altre due volte sul fondo. Mi piace molto l’immagine del pomodoro: il suo colore rosso vivo è uguale al colore del ketchup, e questo è un altro elemento che può influenzare la scelta di un consumatore, percependolo come prodotto ”genuino”. 
Sul retro sono elencati gli ingredienti: pomodori, aceto di alcool (di qualità inferiore rispetto all’aceto di vino), zucchero, sale, aromi, estratti di spezie ed erbe aromatiche. Ho trovato, su internet, che gli ingredienti cambiano a seconda del paese produttore: ad esempio la Heinz svizzera usa aceto di vino e, oltre allo zucchero, anche lo sciroppo di glucosio; negli USA non si parla di pomodori ma di concentrato di pomodori maturi, si utilizza lo sciroppo di mais e la cipolla in polvere. In realtà anche in Italia si usa il concentrato di pomodoro e quindi più sodio.
Sempre sulla confezione si specifica che non sono presenti: 
  1. coloranti;
  2. aromi artificiali (ma non vengono specificati quale siano usati);
  3. conservanti;
  4. addensanti.
Contiene inoltre il Licopene, una sostanza che si trova nei prodotti vegetali e soprattutto nel pomodoro: ha proprietà antiossidanti, combatte l’invecchiamento, le malattie cardiovascolari e certe forme tumorali. 
La salsa ha un’ottima densità, un buon sapore speziato ed è più dolce rispetto ad altre marche (potrebbe non piacere a tutti). 
Come scrive lo stesso Heinz: ” nessun altro ketchup ha un sapore come questo“.
Prezzo medio per la confezione testata: 1,30